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San Lazzaro di Savena: La luce della notte

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Scarica qui la locandina con il programma completo dell'evento, data per data.
 

Da sempre Sofos è attivamente impegnata per le scuole - e nelle scuole - di ogni ordine e grado, con un variegato programma di attività nell’ambito della Fisica e dell’Astronomia.

Alle classiche attività laboratoriali e in cupola (planetario digitale), da quest’anno la nostra associazione

propone un nuovo strumento divulgativo: la realtà virtuale, una tra le tecniche più all’avanguardia – nonché tra le più efficaci – nell’ambito della divulgazione scientifica.

Sofos propone tre progetti, con full immersion nella realtà 3D. Un’esperienza unica nel suo genere, affascinante e, allo stesso tempo, altamente formativa. Si tratta di una breve ma intensa attività in uno spazio virtuale, in cui l’utente può osservare liberamente diversi scenari con una visuale a 360°.

L’accesso a questo mondo digitale è reso possibile dai visori sviluppati appositamente per “vivere” all’interno dell’ambiente ricostruito. L’esperienza risulta quindi essere immersiva, grazie al fatto che la panoramica simulata è tridimensionale e agli occhi dello spettatore appare come reale.

Scarica qui il catalogo dei nostri progetti educativi 2018/2019.
   

   

News astronomica del mese

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Novembre 2019 - LA VOCE DEI PIANETI MORTI

Secondo le teorie stellari oggi vigenti, tra cinque o sei miliardi di anni il nostro Sole entrerà nella fase finale della sua vita. I suoi strati più esterni si espanderanno e daranno origine a una gigante rossa, una palla infuocata con un diametro centinaia di volte più esteso rispetto a quello attuale. Nell’arco di alcuni milioni di anni, questi strati esterni saranno espulsi lontano; resterà soltanto un nucleo denso e caldo, una nana bianca, che continuerà a brillare ancora per alcuni miliardi di anni.

Nella fase di gigante rossa, i pianeti più prossimi al Sole – Mercurio e Venere – saranno letteralmente inglobati e inceneriti. Resta ancora incerto il destino dei pianeti più esterni, Terra compresa. Una recente ipotesi – avanzata da Dimitri Veras della University of Warwick (Uk) e Alexander Wolszczan della Pennsylvania State University (USA), scopritori del primo esopianeta nel 1990 – suggerisce che un sistema nana bianca-pianeta morto possa dare origine a emissioni radio, facilmente rilevabili dagli esperti. La ricerca futura si focalizzerà proprio su questa ipotesi: riuscire a captare la “voce” di eventuali esopianeti morti potrebbe dare indizi fondamentali su quello che sarà il destino ultimo del nostro pianeta.

   

La fisica di tutti i giorni

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Novembre 2019 - SE NON POSSIAMO COMBATTERLE... MANGIAMOLE!

Gli effetti del riscaldamento globale sono sempre più tangibili. I segnali che il Pianeta ci sta lanciando sono tanti e allarmanti, uno tra tutti il surriscaldamento marino. Il sensibile aumento della temperatura media dei mari sta portando conseguenze devastanti all'ambiente: scioglimento di ghiacciai vecchi milioni di anni, sbiancamento dei coralli, fenomeni meteorologi estremi e ecosistemi a rischio sono solo alcuni esempi.

E a proposito dello stravolgimento degli ecosistemi, l’estate 2019 si è aperta con una grande proliferazione di meduse nel Mediterraneo, alcune delle quali appartenenti a specie esotiche. In soli 6 anni, dal 2009 al 2015, gli avvistamenti sono decuplicati, con un picco sostanziale nel 2013. Sono questi i dati raccolti dal progetto “Occhio alla medusa” di Marevivo e confermati da recenti studi del CNR.

Tra tutti questi scenari non proprio rosei, c’è chi ostenta un certo ottimismo, almeno per ciò che riguarda le meduse. Nel 2013, un rapporto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura ha proposto di sviluppare prodotti alimentari e medicinali a base di medusa, come possibile metodo per fronteggiare l’esplosione demografica di questi animali. In effetti, da millenni alcune specie di meduse fanno parte della tradizione culinaria orientale, in particolare della Cina e del Sud Est Asiatico, dove vengono consumate essiccate, oppure crude in insalata. Ma, per noi occidentali, questi esseri gelatinosi restano ancora poco appetibili.

Oggi, a distanza di sei anni da quella proposta, Mie Thorborg Pedersen – ricercatore presso la University of Southern Denmark – e Thomas Vilgis – ricercatore al Max Planck Institute for Polymer Research di Mainz, in Germania – hanno annunciato di aver sviluppato un processo, basato sulla fisica dei biopolimeri, che trasforma le meduse in uno snack a loro dire invitante, con una consistenza croccante molto simile a quella delle patatine. Provare per credere.
   

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