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Bologna: Astronomia in Cirenaica

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Da sempre Sofos è attivamente impegnata per le scuole - e nelle scuole - di ogni ordine e grado, con un variegato programma di attività nell’ambito della Fisica e dell’Astronomia.

Alle classiche attività laboratoriali e in cupola (planetario digitale), da quest’anno la nostra associazione

propone un nuovo strumento divulgativo: la realtà virtuale, una tra le tecniche più all’avanguardia – nonché tra le più efficaci – nell’ambito della divulgazione scientifica.

Sofos propone tre progetti, con full immersion nella realtà 3D. Un’esperienza unica nel suo genere, affascinante e, allo stesso tempo, altamente formativa. Si tratta di una breve ma intensa attività in uno spazio virtuale, in cui l’utente può osservare liberamente diversi scenari con una visuale a 360°.

L’accesso a questo mondo digitale è reso possibile dai visori sviluppati appositamente per “vivere” all’interno dell’ambiente ricostruito. L’esperienza risulta quindi essere immersiva, grazie al fatto che la panoramica simulata è tridimensionale e agli occhi dello spettatore appare come reale.

Scarica qui il catalogo dei nostri progetti educativi 2018/2019.
   

   

News astronomica del mese

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Maggio 2019 - RIFIUTI SPAZIALI: UN PROBLEMA SERIO

Una pessima abitudine di noi umani è quella di abbandonare i rifiuti ovunque andiamo. Che si tratti del parco sotto casa o del monte Everest, non siamo bravi a ripulire dopo il nostro passaggio. E lo spazio non fa eccezione.

Lo spazio è abbastanza grande – infinito, per l’esattezza –, ma lo stesso non possiamo dire di quel ristretto guscio attorno alla Terra che le agenzie spaziali internazionali utilizzano per le rotte orbitali dei satelliti per le telecomunicazioni e per le rilevazioni terrestri, le cosiddette LEOs (Low-Earth Orbits, orbite a bassa quota). Sempre più oggetti vengono lanciati verso questa ristretta regione di spazio e molti di essi restano lì, a vagare senza controllo, una volta che non sono più utilizzati. In questo modo, lo spazio intorno a noi inizia a riempirsi e, ogni anno che passa, il problema dei rifiuti spaziali diventa più serio.

Diversi centri di ricerca a livello mondiale stanno cercando di affrontare seriamente il problema. Tra le soluzioni più interessanti, vi è quella proposta dall'Università del Surrey (UK): un satellite in grado di arpionare e poi bruciare i detriti spaziali. Questo satellite – battezzato RemoveDebris, ovvero RimuoviDetriti – è al momento in fase di test.

   

La fisica di tutti i giorni

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Maggio 2019 - LA SCOPERTA CHE RESE POSSIBILE IL PC PORTATILE

Esattamente trent’anni fa, gli scienziati resero nota al mondo la scoperta di un effetto fisico fondamentale per la tecnologia moderna. Senza questa scoperta, utilizzeremmo ancora goffi e ingombranti computer desktop – i cosiddetti computer fissi – invece dei ben più maneggevoli ed eleganti computer portatili.

Il nome dell'effetto è magnetoresistenza gigante. Un termine a prima vista incomprensibile per i non addetti ai lavori, ma in realtà abbastanza facile da capire se solo proviamo a scomporlo nelle singole parole che lo costituiscono. Gigante significa molto grande, magneto ha a che fare con i magneti, mentre resistenza si riferisce alla resistenza elettrica, ossia il respingimento avvertito dagli elettroni mentre cercano di passare attraverso un materiale. In sintesi, la magnetoresistenza gigante si può definire come la capacità di un materiale di generare una grande resistenza elettrica in risposta a un campo magnetico relativamente piccolo.

Questa scoperta ha apportato alla tecnologia informatica una rivoluzione senza precedenti. In sintesi, ha consentito di aumentare vertiginosamente la capacità di archiviazione dei dischi rigidi. La testina di lettura/scrittura di un disco rigido – fisicamente molto simile alla testina di lettura dei vecchi giradischi – si muove in senso radiale mentre il disco ruota a velocità costante, leggendo/scrivendo i contenuti del disco sotto forma di multipli di bit, l’unità di archiviazione delle informazioni su un supporto digitale. Il singolo bit non è altro che un segnale elettrico. La scoperta della magnetoresistenza gigante ha permesso agli ingegneri di progettare testine in grado di generare segnali elettrici da campi magnetici molto più piccoli rispetto a prima, il che significa che i dischi rigidi possono contenere bit molto più piccoli ma in numero estremamente superiore.

Nei decenni successivi a questa scoperta, la capacità di archiviazione nei dischi rigidi è andata aumentando rapidamente e questo ha aperto la strada ai portatili piccoli ed eleganti di oggi. Parallelamente, il prezzo dei dischi è calato rapidamente: nel 1988, un disco rigido da 20 MB sarebbe costato circa 880€ in denaro di oggi, un prezzo decine di volte superiore rispetto agli attuali dischi rigidi, notevolmente più capienti.

La scoperta della magnetoresistenza è stata fatta indipendentemente da due gruppi europei, uno guidato da Albert Fert all'Università di Paris-Sud in Francia e uno guidato da Peter Grünberg del Centro di ricerca Jülich in Germania. I due hanno condiviso il premio Nobel per la fisica nel 2007. Il comitato del Premio Nobel ha definito l'uso della magnetoresistenza gigante negli hard disk "una delle prime applicazioni reali del settore promettente della nanotecnologia".

Grünberg è morto all'inizio del 2018, all'età di 78 anni.

   

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