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Da sempre Sofos è attivamente impegnata per le scuole - e nelle scuole - di ogni ordine e grado, con un variegato programma di attività nell’ambito della Fisica e dell’Astronomia.

Alle classiche attività laboratoriali e in cupola (planetario digitale), da quest’anno la nostra associazione

propone un nuovo strumento divulgativo: la realtà virtuale, una tra le tecniche più all’avanguardia – nonché tra le più efficaci – nell’ambito della divulgazione scientifica.

Sofos propone tre progetti, con full immersion nella realtà 3D. Un’esperienza unica nel suo genere, affascinante e, allo stesso tempo, altamente formativa. Si tratta di una breve ma intensa attività in uno spazio virtuale, in cui l’utente può osservare liberamente diversi scenari con una visuale a 360°.

L’accesso a questo mondo digitale è reso possibile dai visori sviluppati appositamente per “vivere” all’interno dell’ambiente ricostruito. L’esperienza risulta quindi essere immersiva, grazie al fatto che la panoramica simulata è tridimensionale e agli occhi dello spettatore appare come reale.

Scarica qui il catalogo dei nostri progetti educativi 2018/2019.
   

   

News astronomica del mese

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Giugno 2019 - BOTANICA SPAZIALE: ECCO I PRIMI RISULTATI

La possibilità di coltivare prodotti commestibili nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) o sul suolo di un ipotetico pianeta colonizzato dall’uomo, è una questione di fondamentale importanza per le missioni spaziali del futuro.

Lo scorso dicembre, i ricercatori del Laboratorio di Piante Spaziali dell'Università della Florida hanno reso noti i primi risultati di un esperimento botanico avviato sulla ISS nel 2014 e tuttora in corso. Lo studio – applicato al caso specifico della cultivar Arabidopsis thaliana, più comunemente detta arabetta comune, una piccola pianta annuale da fiore imparentata alla senape e al cavolo – ha dimostrato che le piante sono realmente in grado di crescere anche fuori da un ambiente terrestre. Tuttavia, come avviene negli esseri umani, i loro geni si modificano in modo da far fronte alle anomale condizioni ambientali, in particolare alla microgravità.

Lo studio della crescita delle piante nello spazio è importante soprattutto in previsione di future missioni spaziali umane a lungo termine sulla ISS, sulla Luna e, un giorno, su Marte, ossia in tutte quelle missioni per le quali i regolari rifornimenti alimentari risulterebbero impossibili.

   

La fisica di tutti i giorni

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Giugno 2019 - IL VOLO DEL SOFFIONE

Il taràssaco comune – noto anche con l’epiteto officinale, per via delle sue virtù medicamentose, note fin dall'antichità – è tra i fiori di campo più diffusi nel nostro Paese. Da aprile-maggio fino all'autunno, lo si trova facilmente ovunque: nei prati, negli incolti, ai bordi delle strade in pianura e lungo i sentieri di montagna. Allo stato maturo, la corolla di color giallo brillante cede il posto a un palla lanosa, il cosiddetto soffione, un agglomerato sferico di ombrellini setolosi in miniatura – i pappi – alla base di ciascuno dei quali è sospeso un seme maturo. Sotto l’azione del vento, i pappi agiscono come dei paracadute e trasportano i semi anche a diversi chilometri dal fiore che li ha generati.

Questo meccanismo di dispersione, che ha consentito la diffusione del tarassaco in tutto il pianeta, è talmente ingegnoso da spingere gli scienziati ad avviare un vero e proprio studio della fisica alla base del fenomeno. Un team dell'Università di Edimburgo, in Scozia, ha recentemente dimostrato che ciascun ombrellino resta sospeso in aria così a lungo perché è in grado di generare un tipo di vortice mai osservato fino a oggi. L’esperimento è stato eseguito in una galleria del vento verticale, una colonna cilindrica dalla cui base veniva iniettato un flusso costante d’aria; all’interno della galleria, dei pappi di tarassaco sono stati lasciati liberi di fluttuare sotto l’effetto del vento. Oltre all’aria è stato iniettato del fumo, che, illuminato con un laser verde, ha permesso di visualizzare i moti d’aria attorno ai pappi. Usando fotografie a lunga esposizione e immagini ad alta velocità, i ricercatori hanno scoperto che al di sopra di ogni singolo pappo in volo si forma, stabilmente, un piccolo vortice d’aria a forma d’anello. È proprio questo vortice che fornisce all’ombrellino una elevata resistenza all’aria, consentendogli lunghi spostamenti orizzontali prima di atterrare al suolo.

Questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove tecnologie, tipo droni di piccole dimensioni che richiedano un consumo di energia minimo.

   

Protezione dati acquisiti dalla nostra associazione

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