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[ FISICA ] SVELATI I RETROSCENA DELL'ATOMICA DI HIROSCHIMA
A circa 80 anni dall’esplosione della prima bomba atomica della storia, avvenuta il 6 agosto 1945 sulla città giapponese di Hiroshima, il Governo americano ha desecretato la documentazione relativa all’operazione che portò alla produzione dell’ordigno nucleare.
Cameron Reed, professore di Fisica presso l'Alma College nel Michigan, ha recentemente esaminato gli incartamenti ottenuti dagli Archivi Nazionali. Ne vengono fuori dei retroscena molto interessanti, che lasciano intuire quanto gli Stati Uniti fossero disposti a mettersi in gioco pur di risultare vincitori nel conflitto. In pratica, il Segretario alla Guerra statunitense, Henry Stimson, chiese al Segretario al Tesoro, Henry Morgenthau, di poter prendere in prestito parte dell'argento del Governo dal deposito di West Point, nello stato di New York. La giustificazione data fu piuttosto criptica e cioè che l'argento era richiesto per un progetto top secret, per il quale erano le proprietà elettriche del metallo – non il suo valore monetario – a renderlo indispensabile. Morgenthau accettò la richiesta e il progetto ebbe il via.
L'argento veniva solitamente gestito in quantità misurate in once (1 oncia = 30 g), ma in questo caso l'esercito ne chiese ben 15.000 tonnellate, per un valore di 30 milioni di sterline. Questa ingente quantità di argento venne ritirata dai caveaux federali nell’arco di due anni, portata in una fabbrica nel New Jersey, fusa e trasformata in bobine di filo. Le bobine, a loro volta, furono spedite a Oak Ridge, nel Tennessee, dove il progetto entrò nel vivo.
Le bobine venivano fatte attraversare da intense correnti elettriche, producendo in questo modo potenti campi magnetici usati per separare i diversi tipi di uranio. Infatti, solo gli atomi di uranio-235, lievemente più leggeri del più diffuso uranio-238, possono dare origine alla reazione di fissione a catena che si verifica in una bomba atomica. Questo lento, meticoloso processo di produzione di uranio-235 “arricchito” – una miscela di vari isotopi di uranio, con una percentuale preponderante di uranio-235 – ebbe il suo tragico epilogo nella produzione nella bomba che distrusse Hiroshima.
Secondo Reed, oltre al grande sforzo richiesto per spedire e lavorare l'argento, ci vollero quantità considerevoli di elettricità per raffinare l'uranio, pari a circa 100 volte l'energia rilasciata dalla bomba in quella tragica esplosione.
[ ASTRONOMIA ] ASTEROIDI: COME DEVIARNE LA TRAIETTORIA
Gli asteroidi rappresentano una seria minaccia per la vita sulla Terra. Basti pensare che la collisione con un corpo di 10 chilometri portò alla scomparsa dei dinosauri, circa 65 milioni di anni fa.
Gli astronomi si aspettano mediamente una collisione con asteroidi di circa 1 km ogni 500.000 anni. Ecco perché la NASA e altre agenzie spaziali stanno tentando di mappare la popolazione dei cosiddetti Near Earth Asteroids, Asteroidi Prossimi alla Terra. Oggi, solo il 40% di questi è stato individuato, ma l'obiettivo è creare un quadro completo degli asteroidi fino a poche decine di metri di dimensioni, entro i prossimi decenni.
Ciò solleva una domanda ovvia: se individuassimo un asteroide diretto verso di noi, cosa dovremmo fare dopo? La comunità scientifica si è attivata anche in tal senso. Lo scorso novembre 2021, la NASA ha lanciato la Double Asteroid Redirection Test (DART), una missione “suicida” che proverà a far schiantare la navicella spaziale contro un asteroide bersaglio – 65803 Didymos – per tentare di cambiarne la rotta.
Oltre alle missioni suicide, gli scienziati stanno prendendo al vaglio altre opzioni. Una prevede il collegamento di propulsori all'asteroide, per spingerlo fuori rotta. Un’altra prevede l'ablazione della superficie rocciosa, con un'esplosione nucleare. Un’altra ancora, molto più semplice, prevede di dipingere l’asteroide con un rivestimento metallico, che andrebbe a modificare la luce solare riflessa dal corpo – l’albedo –creando una spinta che modificherebbe la sua orbita.
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