[ FISICA ] LA FISICA DELLA PERFETTA COTTURA DELL'UOVO
Diversamente da ciò che generalmente si pensa, la fisica non si occupa soltanto di fenomeni estremamente complessi. La cosiddetta “fisica della quotidianità” si preoccupa di dare una risposta anche a fenomeni apparentemente banali, con i quali abbiamo a che fare tutti giorni. In questo tipo di studi rientra una recente ricerca tutta italiana, che ha voluto dimostrare come cuocere un uovo in modo perfetto, preservando la consistenza ideale sia del tuorlo che dell’albume.
La cottura tradizionale, come la bollitura o il metodo alla coque, spesso non riesce a bilanciare entrambe le parti. La bollitura rende l’albume compatto ma può seccare il tuorlo, mentre le uova alla coque mantengono il tuorlo cremoso ma l’albume meno solido.
La nuova ricerca, condotta presso l'Università di Napoli "Federico II", ha dimostrato che i due costituenti dell’uovo raggiungono una consistenza ottimale a diverse temperature: il tuorlo a circa 65°C, mentre l’albume necessita di circa 85°C. Partendo da questo presupposto, i ricercatori napoletani hanno ipotizzato un metodo innovativo basato su variazioni di temperatura. Alternando l’uovo tra acqua calda (100°C) e tiepida (30°C) ogni due minuti, per un totale di 32 minuti, hanno cercato di ottenere la cottura perfetta. Questa ipotesi è stata testata tramite simulazioni matematiche e prove pratiche su numerose uova.
Per verificare i risultati, hanno utilizzato la spettroscopia infrarossa per analizzare la denaturazione delle proteine nell’uovo. Inoltre, hanno condotto test di consistenza comprimendo pezzi di uova per valutarne la compattezza. Un gruppo di esperti sensoriali ha anche esaminato il sapore e la struttura delle uova cotte con i diversi metodi.
Il metodo "periodico" proposto dai ricercatori si è rivelato efficace nel preservare al meglio i nutrienti dell’uovo, inclusi polifenoli e amminoacidi essenziali, importanti per la salute. Questo approccio, forse un po’ laborioso, potrebbe essere una soluzione per chi desidera un uovo perfettamente cotto, nutriente e bilanciato nella consistenza.
[ ASTRONOMIA ] UN NUOVO OCCHIO SUGLI ESOPIANETI
Il numero degli esopianeti – mondi esterni al nostro Sistema solare – ufficialmente riconosciuti continua a crescere molto rapidamente. A oggi, 5.819 esopianeti sono stati confermati in 4.346 sistemi stellari, mentre altre migliaia attendono conferma. La stragrande maggioranza di questi è stata individuata negli ultimi vent'anni grazie agli storici telescopi spaziali Hubble, Kepler e TESS; a questi si è aggiunto, nel 2021, il super potente telescopio spaziale James Webb, la cui attività di ricerca esoplanetaria è ancora agli inizi.
A supporto degli scienziati in questo campo della ricerca astronomica si aggiungerà, presto, una nuova missione progettata dalla NASA. Pandora – questo il suo nome – sarà dotata di un osservatorio super avanzato, che andrà a investigare sugli esopianeti individuati da altre missioni spaziali e analizzerà la composizione chimica delle loro atmosfere. Lo studio delle atmosfere esoplanetarie è fondamentale poiché esse sono la chiave per capire se un pianeta possa ospitare vita, proprio come la nostra atmosfera sostiene la vita sulla Terra. Un’atmosfera ricca d’acqua, ossigeno o metano potrebbe suggerire che un pianeta ha condizioni simili a quelle che permettono la vita sul nostro pianeta.
Secondo il programma reso noto dalla NASA, la missione Pandora dovrebbe partire nell’autunno del 2025. Dopo anni di progettazione, la realizzazione dell’omonimo satellite – l’elemento principale della missione – è già quasi completata. Nell’arco di un anno, Pandora studierà 20 stelle e i loro 39 esopianeti. Le osservazioni saranno eseguite in luce visibile e a infrarossi, permettendo agli scienziati di distinguere i segnali della stella ospite da quelli del pianeta, un aspetto fondamentale per ottenere dati più precisi.

