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Agosto 2019 - NEL 2026 UNA MISSIONE SU TRITONE

La prima – e unica – volta che gli astronomi sono riusciti a dare un’occhiata ravvicinata a Tritone, la maggiore delle lune di Nettuno, è stata nel 1989, quando la navicella Voyager 2 le è passata a distanza ravvicinata e ha potuto fotografare una delle sue facce. Eppure, quel breve incontro ha rivelato qualcosa che ha subito destato l’attenzione degli esperti, un particolare tanto più inatteso in quanto osservato su un mondo estremamente distante e gelido: la presenza di strani getti, dei pennacchi di materiale espulso dal terreno ghiacciato verso l’alto.

A distanza di 30 anni, gli astronomi del Lunar and Planetary Institute – un ente di ricerca finanziato dalla NASA, a Houston, Texas – hanno riacceso i riflettori su quei getti, probabile indizio di un oceano sotterraneo, un ambiente tipicamente favorevole alla vita, e stanno progettando una missione verso Tritone – la Trident Mission – che potrebbe partire nel 2026. Uno dei primi obiettivi della missione sarà quello di indagare sulla natura di quei getti, che potrebbero avere origine vulcanica – come nel caso di Io, luna di Giove – o, molto più probabilmente, potrebbero essere dei geyser che eiettano in aria l’acqua di un oceano sotterraneo.