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Novembre 2019 - LA VOCE DEI PIANETI MORTI

Secondo le teorie stellari oggi vigenti, tra cinque o sei miliardi di anni il nostro Sole entrerà nella fase finale della sua vita. I suoi strati più esterni si espanderanno e daranno origine a una gigante rossa, una palla infuocata con un diametro centinaia di volte più esteso rispetto a quello attuale. Nell’arco di alcuni milioni di anni, questi strati esterni saranno espulsi lontano; resterà soltanto un nucleo denso e caldo, una nana bianca, che continuerà a brillare ancora per alcuni miliardi di anni.

Nella fase di gigante rossa, i pianeti più prossimi al Sole – Mercurio e Venere – saranno letteralmente inglobati e inceneriti. Resta ancora incerto il destino dei pianeti più esterni, Terra compresa. Una recente ipotesi – avanzata da Dimitri Veras della University of Warwick (Uk) e Alexander Wolszczan della Pennsylvania State University (USA), scopritori del primo esopianeta nel 1990 – suggerisce che un sistema nana bianca-pianeta morto possa dare origine a emissioni radio, facilmente rilevabili dagli esperti. La ricerca futura si focalizzerà proprio su questa ipotesi: riuscire a captare la “voce” di eventuali esopianeti morti potrebbe dare indizi fondamentali su quello che sarà il destino ultimo del nostro pianeta.